
Quando l’Intelligenza Artificiale non ferma il treno: il caso Spagna e la fragilità dell’Europa digitale
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Solo pochi mesi fa Madrid si presentava come avanguardia continentale dell’innovazione: leggi sull’intelligenza artificiale, agenzie di vigilanza etica, supercomputer tra i più potenti al mondo, strategie digitali miliardarie, sistemi predittivi, automazione, monitoraggi “intelligenti”. Una narrazione rassicurante, quasi trionfalistica. Oggi quella narrazione deraglia drammaticamente insieme a due treni in uno scontro apocalittico.
Questa tragedia non riguarda solo la Spagna. Riguarda tutta l’Europa che – come i treni ad alta velocità – corre verso l’Intelligenza Artificiale senza chiedersi abbastanza spesso se i binari reggono ancora il peso del futuro che promettiamo.
È bastato un giunto rotto a provocare la catastrofe? Se così fosse dove sono le efficientissime tecnologie che costano, ogni anno, miliardi di dollari a investitori e Governi?
Negli ultimi dieci anni la Spagna ha investito massicciamente per presentare le proprie ferrovie — in particolare l’alta velocità — come un laboratorio di sicurezza tecnologica avanzata.
Le infrastrutture ferroviarie spagnole sono dotate di sensori di vibrazione, pressione e deformazione lungo i binari, progettati per rilevare micro-anomalie strutturali: dilatazioni anomale, cedimenti, disallineamenti, rotture progressive. Un giunto rotto non è un evento improvviso: è il punto finale di un processo di stress meccanico che produce segnali misurabili per giorni, se non settimane.
Se il sistema non ha segnalato nulla, le possibilità sono due: o i sensori non c’erano, o non erano funzionanti, o peggio ancora i dati non sono stati interpretati né utilizzati.
I responsabili tecnici dei primi accertamenti affermano che la Spagna ha utilizza algoritmi di intelligenza artificiale per analizzare in tempo reale i dati infrastrutturali e anticipare i guasti prima che diventino critici. Questo è uno dei cavalli di battaglia della digitalizzazione ferroviaria europea.
Le linee AV spagnole sono integrate in piattaforme di controllo remoto che incrociano dati su velocità, condizioni della linea, stato dei convogli e sicurezza del tracciato. Questi sistemi dovrebbero segnalare automaticamente anomalie e imporre limiti di velocità. Eppure i treni non si sono fermati nell’imminenza del pericolo.
La società spagnola Iryo, protagonista della tragedia in Andalusia, è controllata per il 51% da Ferrovie dello Stato Italiane (FS) tramite Trenitalia. La compagnia utilizza convogli Frecciarossa ETR 1000, tecnologie avanzate di trazione ad alta velocità.
In Italia la sicurezza ferroviaria è formalmente solida e fortemente regolata
Il resto d’Europa è a due velocità: Francia e Germania hanno sistemi avanzati ma reti molto estese e infrastrutture datate che soffrono ritardi di manutenzione; L’Europa centrale e nordica mostra maggiore coerenza tra sensori, controllo e decisione automatica.

