
Sanità Lombarda 2026: più prevenzione, più territorio e una nuova figura chiave, l’“infermiere di sostegno”.
Non vuoi leggerlo? Ascoltalo!
La sanità pubblica lombarda si prepara a cambiare passo. Nel 2026 la Regione Lombardia metterà in campo un rafforzamento strutturale del sistema sanitario, puntando con decisione su prevenzione, screening e personale. Un rilancio che arriva in un momento cruciale, segnato da carenze croniche di professionisti, dall’attuazione del PNRR e dalla necessità di rendere davvero operativo il modello di sanità territoriale.
Al centro della strategia regionale ci sono nuovi investimenti, resi possibili sia dalle risorse aggiuntive previste dalla Manovra nazionale sia da fondi propri della Regione. L’obiettivo è duplice: migliorare l’accesso alle cure per i cittadini meno abbienti e rendere il sistema più efficiente, a partire dal rafforzamento del personale sanitario – medici e infermieri – e dal potenziamento dei servizi territoriali.
Ma c’è un elemento di novità che segna una discontinuità rispetto al passato: la Regione punta a introdurre una nuova figura professionale destinata a incidere concretamente sulla qualità dell’assistenza, soprattutto per i pazienti più fragili. Si tratta dell’infermiere di sostegno, un profilo pensato per accompagnare il cittadino nel percorso di cura, facilitare l’accesso ai servizi e alleggerire la pressione su ospedali e pronto soccorso.
Il progetto si inserisce in un contesto più ampio di potenziamento nazionale e regionale, che prevede incentivi economici, assunzioni mirate e strategie di fidelizzazione per affrontare la crisi di personale sanitario. Non mancano le sfide: dalla scarsità di professionisti alla necessità di rendere operativo il CUP (Centro Unico di Prenotazione) regionale, fino all’integrazione tra ospedale e territorio. Ma l’ambizione è chiara: rendere la sanità pubblica più vicina, più accessibile e più sostenibile.
Di tutto questo parliamo nella nostra intervista esclusiva, con il consigliere della Regione Lombardia, Giulio GALLERA che spiega perché l’infermiere di sostegno può diventare una leva decisiva per il futuro del sistema sanitario lombardo e come la Regione intende trasformare le risorse del 2026 in un cambiamento concreto per cittadini e operatori.
Giuliana Gagliardi
Editor-in-Chief DiPLANET.Tech

