
AFRICA: La Nuova Corsa all’Oro Digitale e l’Asse Italia-Tech
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Il nuovo successo globale passa per l’innovazione condivisa. Le aziende italiane non arrivano più in Africa con prodotti “finito”, ma puntano al co-sviluppo, integrando tecnologia italiana in ecosistemi locali in piena crescita.
Addis Abeba, 13 febbraio 2026: la visita lampo della Premier Giorgia Meloni per il secondo vertice Italia-Africa non è stata solo diplomazia, ma l’avvio di una rivoluzione tech globale. L’Africa sta diventando il nuovo hub mondiale dell’Intelligenza Artificiale sovrana, trattenendo i talenti locali e facendo dell’innovazione digitale un motore di crescita locale.
Al centro di questa trasformazione c’è il cavo sottomarino 2Africa, con i suoi 45.000 km che collegano 33 Paesi, triplicando la banda disponibile e abbattendo i costi della connessione. È la vera autostrada digitale per l’Edge AI, che permette agli agricoltori di prevedere carestie in tempo reale e ai medici di operare via telemedicina anche nei villaggi più remoti.
Il Piano Mattei, lanciato nel 2024 e operativo nel 2026, trasforma questa visione in realtà: 35 milioni di euro investiti nelle startup locali come DeepLeaf, la rock star dell’innovazione africana, creano centinaia di migliaia di posti di lavoro e formano 100.000 talenti digitali grazie al supporto del Politecnico di Milano.
Per l’Italia, questa partnership rappresenta un vantaggio strategico senza precedenti: aziende come Enel e Leonardo esportano energia pulita e cybersecurity d’avanguardia, mentre Roma si afferma come leader europeo capace di competere con giganti tecnologici come Huawei. L’asse euro-africano ridefinisce la geopolitica dell’innovazione, creando ricchezza locale e nuove opportunità digitali.
Il Venture Fund del Piano Mattei
Il fondo pubblico-privato italiano finanzia startup e joint-venture nei 14 Paesi chiave dell’Hub AI africano. Non si parla più di rischio, ma di un investimento strategico garantito da partnership governative e da un mercato da oltre 1,4 miliardi di consumatori.

