
EUDI Wallet: nasce il portafoglio digitale europeo che cambierà identità, servizi e AI
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Entro la fine del 2026 l’Unione Europea porterà in produzione uno dei pilastri più strategici della propria trasformazione digitale: l’European Digital Identity Wallet (EUDI Wallet). Non una semplice evoluzione delle identità digitali nazionali, ma un’infrastruttura comune pensata per consentire a cittadini e imprese di identificarsi, autenticarsi e dimostrare attributi verificabili in tutta l’UE, accedendo a servizi pubblici e privati in modo sicuro, interoperabile e con pieno controllo dei dati personali.
Il Wallet nasce nel perimetro del nuovo regolamento eIDAS 2.0 e introduce un vero cambio di paradigma tecnico e culturale. L’identità digitale non è più un account gestito da un provider centrale, ma un insieme di verifiable credentials custodite direttamente dall’utente. Ogni persona potrà decidere quali informazioni condividere, con chi e per quanto tempo, applicando logiche di self-sovereign identity e selective disclosure.
Patente di guida, titoli di studio, certificazioni professionali, attributi aziendali e documenti di identità potranno essere presentati in formato digitale con valore legale in tutti gli Stati membri. Il tutto grazie a firme elettroniche qualificate, meccanismi crittografici avanzati e architetture privacy-by-design che riducono drasticamente l’esposizione dei dati sensibili.
Secondo Tinexta Infocert, il potenziale dell’EUDI Wallet è particolarmente rilevante per le PMI, che potranno semplificare i processi di verifica dell’identità e di onboarding di clienti e partner. Tempi e costi si riducono, mentre il livello di sicurezza cresce. In un mercato sempre più automatizzato e cross-border, basarsi su identità e attributi certificati diventa un vantaggio competitivo concreto, soprattutto nei settori regolamentati. Prepararsi significa ripensare processi di accesso ai servizi, firma elettronica, validazione delle informazioni e gestione della fiducia digitale.
È fondamentale interpretare correttamente la timeline europea. Il 2026 segnerà l’avvio operativo del Wallet, non la sua piena maturità. Non tutti gli Stati membri saranno pronti allo stesso livello e, almeno nella fase iniziale, l’adozione delle funzionalità più avanzate resterà limitata. La Commissione europea stima che solo entro il 2030 circa il 90% dei cittadini potrà utilizzare il Wallet a regime. Il periodo 2025–2027 sarà quindi cruciale per test, integrazioni e sperimentazioni, più che per una diffusione di massa immediata.
Dal punto di vista architetturale, l’EUDI Wallet non sarà un’unica app europea, ma un ecosistema federato. Ogni Paese metterà a disposizione uno o più Wallet conformi agli standard comuni, garantendo l’interoperabilità transfrontaliera. Nei Paesi del Nord Europa e nel Benelux, dove l’identità digitale è già ampiamente utilizzata, l’integrazione con servizi bancari, sanitari e aziendali sarà rapida, aprendo la strada a casi d’uso avanzati e processi altamente automatizzati. In Germania, il Wallet diventerà un’estensione naturale dei sistemi di e-government e di digital trust.
Nell’Europa centrale e orientale, con esempi virtuosi come Estonia e Polonia, l’EUDI Wallet si innesterà su infrastrutture già evolute, favorendo servizi pubblici completamente digital-first. Italia, Spagna e Grecia adotteranno il Wallet in modo più graduale. In Italia, dove SPID e CIE rappresentano una base solida, sarà decisivo il coordinamento tra pubblico e privato per trasformare il Wallet da strumento normativo a leva reale di innovazione e competitività.
Un riferimento interessante arriva anche dalla Svizzera. Pur non facendo parte dell’UE, nel settembre 2025 il Paese ha approvato tramite referendum la legge federale sull’identità elettronica (e-ID), introducendo un sistema pubblico e gratuito di identità digitale. L’app swiyu Wallet consente ai cittadini di memorizzare e condividere la propria e-ID e altri documenti digitali, mostrando solo gli attributi necessari – come età o identità – con pieno controllo sui dati. L’app è disponibile anche per i frontalieri italiani che lavorano nella Confederazione, anticipando di fatto la logica europea del Wallet.
Per chi opera nel mondo dell’Intelligenza Artificiale, l’EUDI Wallet rappresenta un tassello fondamentale. Senza identità digitali affidabili non può esistere un’AI realmente trustable. Il Wallet abilita sistemi AI compliant by design, capaci di verificare automaticamente identità, ruoli, deleghe e attributi, riducendo il rischio di frodi, deepfake e manipolazioni. In prospettiva, l’identità digitale europea diventerà uno strato essenziale per l’AI regolata dall’AI Act, consentendo lo sviluppo di servizi intelligenti basati su dati certificati e legalmente validi.
Il 2026 sarà quindi un punto di partenza, non di arrivo. Per PMI, professionisti e fornitori di servizi digitali, non farsi trovare impreparati significa investire oggi in fiducia, reputazione e interoperabilità. L’EUDI Wallet non è solo un nuovo strumento tecnologico: è l’infrastruttura su cui si costruirà il prossimo decennio dell’economia digitale europea, dove sicurezza, identità e intelligenza artificiale saranno sempre più inseparabili.

