
PGEU e farmacia europea: come l’AI trasforma la Sanità di Prossimità
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La farmacia europea del futuro non prende forma nei grandi ospedali ipertecnologici, ma sotto casa: nei quartieri, nei piccoli centri urbani e nelle aree più fragili del continente. Con la pubblicazione della “Visione per la farmacia di comunità in Europa”, il Pharmaceutical Group of the European Union (PGEU) ridisegna il ruolo di oltre 200.000 farmacie e 500.000 farmacisti, riconoscendoli come la più estesa infrastruttura sanitaria europea.
In uno scenario segnato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle patologie croniche, dalle carenze di medicinali e da crisi sanitarie sempre più frequenti, la farmacia emerge come primo punto di accesso alle cure. Un presidio di sanità di prossimità capace di garantire continuità assistenziale, contrastare la disinformazione sanitaria e offrire servizi personalizzati senza barriere.
La visione del PGEU supera definitivamente l’idea della farmacia come semplice luogo di dispensazione. La colloca al centro di un ecosistema sanitario integrato, in cui prevenzione, monitoraggio delle cronicità, aderenza terapeutica, vaccinazioni e gestione dei disturbi minori diventano parte di un’unica esperienza di cura, accessibile e affidabile.
Sebbene il documento non citi esplicitamente l’intelligenza artificiale, il ruolo attribuito alla trasformazione digitale apre chiaramente alla sua adozione. L’AI in sanità può potenziare il lavoro del farmacista, ridurre il carico amministrativo e migliorare la presa in carico del paziente. Sistemi intelligenti di analisi dei dati, strumenti predittivi per gestire le carenze di farmaci e piattaforme digitali per il monitoraggio delle terapie rappresentano una naturale evoluzione di questa visione.
In questo modello, la tecnologia non sostituisce il professionista, ma ne amplifica l’impatto clinico e sociale. È proprio nella convergenza tra prossimità fisica e innovazione digitale che la farmacia può diventare uno strumento di equità sanitaria. Nelle aree rurali, periferiche o economicamente svantaggiate, la farmacia può trasformarsi nell’interfaccia umana dell’intelligenza artificiale.
Il farmacista diventa così il mediatore tra complessità tecnologica e bisogni reali, traducendo l’innovazione in soluzioni semplici per anziani e pazienti fragili. In questo scenario, l’uso dell’AI non amplia le disuguaglianze, ma le riduce, rendendo l’innovazione accessibile e concreta.
Il messaggio del PGEU è chiaro: integrare pienamente la farmacia territoriale nei sistemi sanitari digitali e nelle strategie di assistenza primaria significa costruire un’Europa più resiliente, più efficiente e più attenta ai cittadini.
La farmacia del futuro, potenziata dall’intelligenza artificiale ma radicata nel rapporto umano, può diventare uno dei pilastri della sanità europea del prossimo decennio, dimostrando che la vera innovazione non è solo tecnologica, ma profondamente sociale.


