
Scuole più sicure con AI e metal detector: come la tecnologia cambia la sicurezza scolastica
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Questa proposta è emersa nel contesto di un recente episodio di violenza grave, un accoltellamento a La Spezia che ha causato la morte di un diciannovenne, studente dell’Istituto professionale Domenico Chiodo. L’episodio ha riacceso il dibattito pubblico sulla sicurezza nelle scuole.
Atti di violenza e addirittura omicidi nelle scuole sembrano non dare tregua a chi si dovrebbe occupare di sicurezza per docenti e studenti. Così arriva la proposta del Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, che ha dichiarato: “Non saranno installati metal detector in tutte le scuole in modo uniforme. L’uso non sarà generalizzato”.
L’installazione potrebbe essere effettuata solo in istituti con seri problemi di sicurezza, su richiesta della comunità scolastica e dopo valutazione delle autorità competenti. Ogni decisione finale spetterebbe ai presidi, di concerto con i prefetti e sentito il consiglio d’istituto.
I metal detector potrebbero, anche, essere implementati con tecnologie di intelligenza artificiale. I metal detector classici creano un campo elettromagnetico e segnalano la presenza di oggetti metallici. L’Intelligenza Artificiale può analizzare dati in tempo reale per distinguere meglio tra oggetti innocui (compassi, chiavi) e potenziali armi, riducendo falsi allarmi. Sarebbe inoltre possibile collegare i metal detector a sistemi di videocontrollo intelligente, dove l’IA riconosce comportamenti sospetti o oggetti non autorizzati in combinazione con il dato del metal detector.
In questo scenario, l’Intelligenza Artificiale può analizzare pattern di ingressi, allarmi e anomalie nel tempo per prevenire potenziali rischi e aiutare la sicurezza scolastica a prendere decisioni più informate. L’IA è un ottimo strumento di supporto operativo, in grado di guidare il personale su come reagire a segnali specifici e fornire alert con priorità basata sul rischio (es. tipo di oggetto rilevato, frequenza degli allarmi).
Negli Stati Uniti l’uso dell’intelligenza artificiale per aumentare la sicurezza delle scuole e delle università è già in corso, con soluzioni che vanno oltre i controlli fisici come metal detector e includono varie tecnologie digitali e di analisi avanzata. Tuttavia, non esiste un unico sistema standardizzato a livello nazionale: ogni distretto o campus decide come e quali strumenti adottare, spesso con dibattiti forti su efficacia, privacy e diritti individuali.
Alcune scuole e distretti utilizzano software basati sull’intelligenza artificiale collegati alle telecamere di sorveglianza per rilevare armi visibili e inviare alert in tempo reale alle autorità o alla sicurezza interna.
Sistemi come ZeroEyes leggono i flussi video e identificano forme che somigliano a pistole o armi, segnalando solo quando è probabile che si tratti di un’arma reale. Questa tecnologia può integrare la risposta umana e accelerare l’intervento senza sostituire operatori di sicurezza.
L’IA può essere collegata ai sistemi di telecamere per analizzare i comportamenti (movimenti sospetti, assembramenti, situazioni insolite nei corridoi) e segnalare potenziali rischi prima che sfocino in violenza. Questi sistemi cercano di anticipare problemi invece che reagire quando episodi di violenza sono già in atto.
Monitoraggio digitale del linguaggio e degli strumenti scolastici
Molti distretti usano software che monitorano l’attività online e la comunicazione su dispositivi scolastici (computer, e-mail, app) con IA per identificare segnali di rischio come minacce, tendenze suicidarie o contenuti violenti: questo tipo di strumento scansiona messaggi, ricerche e documenti per individuare parole chiave o pattern di rischio e invia alert al personale scolastico o ai genitori.
Nelle università USA, dove gli episodi di violenza hanno causato parecchie vittime, l’Intelligenza Artificiale viene impiegata anche con strumenti diversi come Chatbot di sicurezza 24/7 che assistono studenti in situazioni di rischio, permettendo di segnalare incidenti in forma anonima o richiedere servizi di scorta e droni su grandi campus. Alcuni istituti utilizzano droni autonomi per sorvegliare ampi spazi e rispondere rapidamente agli allarmi.


