
Lablab: il Software che avvicina i Giovani “tecnocrati” al Futuro del Lavoro
Non vuoi leggerlo? Ascoltalo!
Se c’è un tabù che l’Italia si porta dietro da decenni, è il muro di gomma tra i banchi di scuola e la realtà del lavoro: dal tornio al codice, dalla gestione aziendale alla produzione industriale. In un mondo dove l’intelligenza artificiale sta già riscrivendo le competenze richieste prima ancora che i programmi scolastici vengano aggiornati, la Regione Lombardia decide di rompere gli indugi con Lablab, una web app che non è solo un software, ma un vero e proprio acceleratore di consapevolezza professionale.
Il paradosso italiano è noto: molti giovani, pur essendo tecnologicamente preparati, scelgono il proprio futuro basandosi sul passaparola familiare, ignorando che a pochi chilometri da casa ci sono distretti industriali futuristici. Lablab entra proprio qui, trasformando lo smartphone dello studente in un portale diretto al sistema produttivo.
Il funzionamento è semplice e intuitivo, quasi “tinderiano”: registrazione e accesso anche tramite QR Code, supporto dei docenti e navigazione in un catalogo con oltre mille aziende di ogni settore e dimensione. Non si tratta di leggere brochure, ma di prenotare vere Job Experience immersive, appuntamenti personalizzati in cui lo studente diventa protagonista e può esplorare le aziende più interessanti.
Con un limite di tre visite per anno scolastico, Lablab permette agli studenti di mappare i propri desideri sulla realtà, testando passioni come robotica, design o innovazione digitale sul campo. L’app sposta l’attenzione dal “cosa studiare” al “perché studiarlo”, creando un vantaggio competitivo unico: in un’era in cui l’AI può generare contenuti in pochi secondi, il futuro appartiene a chi sa navigare processi complessi e padroneggiare competenze trasversali.
Lablab diventa così un ponte digitale che colma il divario cronico tra scuola e mercato del lavoro. Grazie a questa piattaforma, la scuola smette di essere un’isola separata e diventa il primo laboratorio di un’economia dinamica, facendo del lavoro un ambiente familiare da esplorare con la stessa naturalezza con cui si scarica una nuova app. I ragazzi possono sbagliare presto per trovare la rotta giusta il prima possibile, aumentando consapevolezza e sicurezza nella scelta del proprio percorso professionale.

