
Dal 2030 imballaggi senza plastica: AI, riciclo intelligente e nuovi materiali
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Dal 1° gennaio 2030 l’Unione Europea dirà ufficialmente addio a gran parte degli imballaggi in plastica monouso. La nuova normativa europea sul packaging segna un passaggio storico verso un’economia circolare avanzata, imponendo divieti, target di riduzione dei rifiuti e nuovi standard di riciclabilità. In questo scenario, l’Intelligenza Artificiale emerge come tecnologia chiave per ripensare materiali, processi produttivi e sistemi di riciclo.
La regolamentazione UE prevede l’eliminazione di numerosi formati di packaging monouso: shopper ultraleggere, confezioni per frutta e verdura, imballaggi per cosmetici e packaging monouso nel settore Ho.Re.Ca., inclusi alberghi, bar e ristoranti. Parallelamente, gli Stati membri dovranno raggiungere obiettivi di riduzione dei rifiuti da imballaggio del 5% entro il 2030, con una traiettoria che arriva al 15% entro il 2040.
Non solo divieti: la normativa introduce anche obblighi stringenti di riutilizzo e riciclo, imponendo per la plastica una quota minima del 35% e la completa riciclabilità del 100% degli imballaggi entro il 2030. Un cambio di paradigma che richiede innovazione tecnologica e industriale.
Il ruolo dell’AI nello sviluppo di alternative alla plastica
L’Intelligenza Artificiale sta già trasformando il settore del packaging sostenibile. Grazie a modelli predittivi, simulazioni avanzate e analisi chimiche automatizzate, l’AI accelera la progettazione di materiali ecosostenibili, come carta monomateriale, film biodegradabili da alghe, amido di mais e biopolimeri di nuova generazione.
Un esempio emblematico è one.five, startup tedesca fondata ad Amburgo nel 2020, che utilizza motori di ricerca basati su AI per creare prototipi di imballaggi personalizzati, riducendo fino al 70% l’uso di plastica rispetto alle soluzioni tradizionali. L’approccio data-driven consente di adattare materiali e design alle esigenze specifiche dei clienti, riducendo sprechi e tempi di sviluppo.
AI e riciclo intelligente: dalla visione artificiale ai robot autonomi
L’AI non interviene solo nella progettazione, ma anche nella fase cruciale del riciclo avanzato. Sistemi di visione artificiale e robot intelligenti permettono oggi di separare materiali come PET e HDPE con una precisione superiore al 95%, migliorando drasticamente la qualità delle frazioni riciclate.
Aziende come AMP Robotics utilizzano tecnologie di Sorting AI basate su telecamere e algoritmi di riconoscimento visivo: l’intelligenza artificiale identifica in tempo reale bottiglie, lattine o cartone sui nastri trasportatori, mentre bracci robotici li smistano automaticamente nel flusso corretto. Il risultato è un riciclo più efficiente, scalabile e sostenibile.
Anche grandi player industriali come Nestlé e PACOON adottano soluzioni di AI per analizzare pellet plastici e valutare alternative in biopolimeri, riducendo fino al 33% l’utilizzo di plastica vergine.
Una transizione complessa, ma inevitabile
Il messaggio è chiaro: la plastica monouso ha i giorni contati. Tuttavia, la transizione non sarà semplice. Gli industriali, in particolare nel settore alimentare, esprimono forti preoccupazioni per i costi elevati di materiali alternativi come vetro, acciaio inossidabile o alluminio.
Cambiare l’intero sistema di imballaggio entro il 2030 richiederà investimenti, innovazione e una stretta collaborazione tra industria, tecnologia e istituzioni. In questo contesto, l’Intelligenza Artificiale non è un’opzione: è il vero acceleratore del cambiamento.


