
Lyria 3 e l’AI-Remo del 2027: quando l’intelligenza artificiale reinventa il Festival di Sanremo
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Il silenzio nell’ecosistema Gemini è ufficialmente terminato. Con il lancio di Lyria 3, il nuovo modello musicale sviluppato da Google DeepMind, non assistiamo a un semplice aggiornamento tecnologico, ma a una vera rivoluzione nella creazione sonora digitale.
L’intelligenza artificiale generativa entra definitivamente nell’industria musicale, trasformando ogni utente in un potenziale creator e ridefinendo il rapporto tra talento umano, algoritmi e produzione artistica.
Lyria 3: lo studio musicale diventa un algoritmo
Con Lyria 3, la creazione musicale non richiede più competenze tecniche tradizionali. Non è necessario conoscere il solfeggio o suonare uno strumento: basta un prompt testuale, un’immagine o un contenuto narrativo per generare una composizione completa.
La piattaforma sfrutta una multimodalità avanzata, capace di interpretare input visivi, testuali ed emotivi trasformandoli in tracce musicali originali. Il risultato è una produzione quasi istantanea, con latenza minima e qualità professionale.
Questa evoluzione non mira a sostituire i musicisti, ma a ridefinirne il ruolo. L’artista diventa un curatore creativo, mentre l’intelligenza artificiale agisce come produttore, arrangiatore e sound designer simultaneamente.
Un elemento centrale è il watermark digitale SynthID, che garantisce tracciabilità e protezione dei contenuti generati, aprendo nuovi scenari per copyright e proprietà intellettuale nell’era dell’AI generativa.
Verso Sanremo 2027: nasce l’era dell’AI-Remo
Se il 2026 ha introdotto avatar iperrealistici e performance virtuali, il vero salto culturale potrebbe arrivare con Sanremo 2027.
L’ipotesi sempre più concreta è quella di un festival ibrido — già ribattezzato “AI-Remo” — dove artisti e algoritmi collaborano in tempo reale. L’intelligenza artificiale potrebbe analizzare le reazioni del pubblico, dai parametri biometrici ai dati di engagement digitale, per adattare arrangiamenti e ritornelli durante l’esecuzione.
Nasce così il concetto di musica liquida, dinamica e personalizzata: ogni spettatore potrebbe ascoltare variazioni della stessa canzone generate in base al proprio profilo emotivo e alle preferenze musicali.
Il palco dell’Ariston si espanderebbe nel metaverso, trasformando l’esperienza musicale da evento collettivo statico a ecosistema interattivo e personalizzato.
Sanremo Digital Talent: la democratizzazione della musica
Parallelamente prende forma il progetto del Sanremo Digital Talent (SDT), un format che promette di rivoluzionare la scoperta di nuovi artisti.
Il processo creativo inizierebbe da una semplice registrazione vocale caricata via smartphone. Un sistema di AI Voice Coach analizzerebbe tonalità, respirazione ed espressività suggerendo miglioramenti personalizzati, mentre modelli generativi creerebbero automaticamente arrangiamenti orchestrali su misura.
La selezione avverrebbe attraverso una valutazione algoritmica “blind”, focalizzata esclusivamente sull’impatto emotivo della performance, eliminando bias estetici o mediatici.
I finalisti accederebbero a un Ariston virtuale immersivo, dove scenografie digitali e light show reagirebbero in tempo reale alle vibrazioni vocali degli artisti.
La nuova era della musica: tra umano e artificiale
La trasformazione introdotta da Lyria 3 segna un passaggio storico: la musica non è più solo ascolto, ma esperienza adattiva e interattiva.
Nell’ecosistema Gemini, la prossima star della musica italiana potrebbe emergere non da uno studio di registrazione tradizionale, ma da un semplice prompt creativo.
La musica esce dagli altoparlanti per entrare nei circuiti digitali e cognitivi degli utenti. E mentre playlist e algoritmi imparano a comprenderci sempre meglio, una domanda resta aperta: nel futuro della musica vincerà ancora la voce più potente o l’algoritmo capace di connettere più emozioni contemporaneamente?
Il reset dell’industria musicale è iniziato.
Giuliana Gagliardi
Editor-in-Chief DiPLANET.Tech

