
Alessandro Volta, il “bisnonno” dell’Intelligenza Artificiale
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Nel 2027 ricorrerà il bicentenario della morte di Alessandro Volta e la sua città natale, Como, ha avviato un programma di celebrazioni che si estenderà dal 2026 al 2029. L’iniziativa punta non solo a ricordare il grande scienziato italiano, ma anche a posizionare Como come città internazionale della scienza e dell’innovazione.
Senza la scoperta di Volta, l’odierna Intelligenza Artificiale sarebbe probabilmente rimasta confinata nella fantascienza. La sua invenzione più celebre, la pila elettrica, realizzata nel 1800, ha trasformato l’elettricità da fenomeno imprevedibile della natura in una risorsa continua e controllabile. Da quel momento nasce la possibilità di alimentare dispositivi elettronici, computer e sistemi digitali su cui oggi si basa l’ecosistema dell’AI.
Dalla pila di Volta al cervello digitale
Se immaginassimo il cervello di un sistema di intelligenza artificiale come una grande metropoli digitale, Alessandro Volta ne sarebbe l’architetto originario: lo scienziato che ha acceso la prima “centrale energetica” capace di alimentare l’intero sistema.
Prima della sua scoperta, l’elettricità era considerata un fenomeno effimero, simile a un lampo che scompariva immediatamente. Con la pila voltiana, invece, l’energia elettrica diventò un flusso stabile e controllabile, aprendo la strada allo sviluppo dei circuiti elettronici.
Oggi miliardi di transistor all’interno dei microprocessori scambiano segnali elettrici alla velocità della luce. Ogni volta che utilizziamo un algoritmo o interagiamo con un sistema di AI, stiamo in realtà attivando una complessa rete di impulsi elettrici resa possibile proprio dall’intuizione di Volta.
Il Volt: l’unità che alimenta la rivoluzione digitale
Il contributo dello scienziato comasco è riconosciuto globalmente attraverso il Volt, l’unità di misura del potenziale elettrico che porta il suo nome.
Questa unità rappresenta oggi un vero linguaggio universale della tecnologia, utilizzato nei laboratori di ricerca, nei data center e nei sistemi informatici di tutto il mondo. Dai centri di ricerca asiatici ai server della Silicon Valley, il Volt è il parametro che misura l’energia alla base della rivoluzione digitale.
Senza la possibilità di generare elettricità stabile e controllabile, non sarebbe stata possibile la miniaturizzazione dei circuiti né lo sviluppo dei moderni chip su cui si basano i sistemi di machine learning e le reti neurali artificiali.
Dal genio italiano alle reti neurali artificiali
Il legame tra Volta e le tecnologie contemporanee è anche concettuale. Mentre il fisico cercava di capire come “animare” la materia attraverso la corrente elettrica, oggi i ricercatori cercano di “animare” il codice attraverso il calcolo computazionale.
Le moderne reti neurali artificiali imitano infatti il funzionamento dei segnali bioelettrici del cervello umano: impulsi che si propagano tra nodi digitali proprio come avviene tra i neuroni biologici.
In questo senso, la pila di Volta rappresenta una delle prime fondamenta della lunga evoluzione scientifica che ha portato dalla fisica sperimentale all’era dell’intelligenza artificiale.
Volta nei grandi eventi globali sull’AI
Nel panorama internazionale della ricerca tecnologica, il nome di Volta continua a essere citato come uno dei pionieri della rivoluzione scientifica che ha reso possibile l’era digitale.
Eventi globali come NeurIPS e World AI Summit ricordano spesso il contributo storico della scoperta dell’elettricità controllata, oggi alla base delle architetture computazionali e dei sistemi di AI avanzata.
Anche istituzioni scientifiche di riferimento come IEEE e Massachusetts Institute of Technology dedicano studi e simposi alla sua eredità scientifica, collegando la pila elettrica alle evoluzioni più recenti della computazione avanzata e della futura intelligenza artificiale quantistica.
La scintilla che ha acceso il futuro
Guardando al presente, appare sempre più evidente come la rivoluzione tecnologica affondi le sue radici nella storia della scienza. La scoperta di Alessandro Volta non fu soltanto un progresso nella fisica sperimentale: fu la scintilla originaria della tecnologia moderna.
Oggi, mentre algoritmi e modelli linguistici guidano la trasformazione digitale globale, il contributo dello scienziato comasco continua a vivere in ogni impulso elettrico che attraversa un circuito.
In fondo, ogni risposta generata da un sistema di intelligenza artificiale è anche un tributo a quella prima scintilla che, oltre due secoli fa, illuminò il futuro.
Giuliana Gagliardi
Editor-in-Chief DiPLANET.Tech

