
Buono Digitale 2027: il piano per portare l’Intelligenza Artificiale nelle PMI italiane
L’Intelligenza Artificiale è destinata a diventare uno dei principali motori della competitività delle imprese italiane. Per accelerarne l’adozione, le principali associazioni di categoria hanno presentato alla Camera dei Deputati il Manifesto per l’Italia Digitale, una proposta che punta a introdurre nella Legge di Bilancio 2027 un Buono Digitale triennale dedicato a micro, piccole e medie imprese (MPMI), studi professionali ed Enti del Terzo Settore.
L’iniziativa, sostenuta da organizzazioni come AssoSoftware, Confartigianato e Confcommercio, mira a favorire una trasformazione digitale concreta, superando la logica degli incentivi limitati all’acquisto di strumenti tecnologici.
Dagli acquisti all’adozione reale dell’AI
La proposta introduce un importante cambio di prospettiva: il sostegno economico non sarà destinato esclusivamente all’acquisto di software o hardware, ma premierà l’effettiva implementazione delle tecnologie digitali all’interno delle organizzazioni.
Tra gli investimenti finanziabili rientrano:
- Intelligenza Artificiale (AI) per automatizzare processi e incrementare la produttività.
- Cybersecurity e Cloud Computing per rafforzare sicurezza, resilienza e continuità operativa.
- Software gestionali, ERP ed e-commerce per digitalizzare i processi aziendali.
L’obiettivo è accompagnare le imprese verso una trasformazione digitale capace di generare risultati concreti e misurabili.
Perché serve il Buono Digitale
Il progetto nasce dalla necessità di colmare il ritardo tecnologico che caratterizza gran parte del sistema produttivo italiano.
Il 94,7% delle imprese italiane conta meno di dieci dipendenti e rappresenta la struttura portante dell’economia nazionale. Tuttavia, solo il 29,4% delle microimprese utilizza oggi un software gestionale, una condizione che limita fortemente la diffusione dell’AI, dell’automazione e dell’analisi dei dati.
Secondo i promotori del Manifesto, senza una diffusione capillare delle piattaforme digitali sarà difficile sfruttare appieno il potenziale dell’Intelligenza Artificiale nei processi produttivi e amministrativi.
I numeri della proposta
Il piano prevede:
- Durata: 2027-2029.
- Beneficiari: circa 578.000 imprese, studi professionali ed Enti del Terzo Settore.
- Investimento pubblico: 3,951 miliardi di euro.
- Priorità: tecnologie e soluzioni digitali sviluppate in ambito europeo.
L’iniziativa si propone inoltre di rafforzare la competitività del sistema produttivo nazionale, incentivando l’utilizzo di tecnologie conformi agli standard europei.
Formazione e competenze: il principio del “Training First”
Uno degli elementi più innovativi del Manifesto per l’Italia Digitale riguarda la centralità delle competenze.
L’adozione dell’Intelligenza Artificiale non può produrre benefici senza personale preparato a utilizzarla. Per questo motivo il Buono Digitale prevede anche il finanziamento di percorsi di formazione dedicati, con l’obiettivo di accompagnare lavoratori e imprese nello sviluppo delle competenze digitali.
Il principio del Training First punta infatti a trasformare l’investimento tecnologico in un reale vantaggio competitivo, favorendo una crescita sostenibile dell’intero ecosistema produttivo.
Verso una nuova stagione della trasformazione digitale
Il Manifesto per l’Italia Digitale si candida a diventare uno dei principali strumenti di politica industriale dedicati all’innovazione, integrandosi con i programmi Industria 4.0 e Transizione 5.0.
Se approvata nella prossima Legge di Bilancio, la misura potrebbe rappresentare una svolta per migliaia di PMI, accelerando l’adozione dell’AI, della cybersecurity, del cloud computing e della digitalizzazione dei processi aziendali, elementi ormai indispensabili per competere nell’economia digitale.


