I Nobel 2026 sono “poco intelligenti”? Il rendimento della Nobel Foundation
Tanta intelligenza sui palchi, poca nel portafoglio. Mentre Stoccolma premia le menti che hanno cambiato la scienza, la Nobel Foundation chiude un anno finanziario imbarazzante: 0,9 per cento di rendimento su circa 600 milioni di euro di asset, dopo l’11,6 per cento del 2024.
Un portafoglio costruito per durare un secolo — 56 per cento azioni, 22 per cento alternativo, 13 per cento obbligazioni e liquidità, 8 per cento immobili e infrastrutture — che quest’anno ha reso meno di un conto deposito.
Il paradosso è perfetto per chi si occupa di Ai: mentre gli algoritmi ottimizzano portafogli, rischio e allocazioni nelle gestioni di mezzo mondo, la fondazione dei Nobel sembra gestire il proprio capitale con la lentezza di un comitato e la prudenza di un endowment che teme il futuro.
Non serve un modello generativo per capire che lo 0,9 per cento è poco. Ma l’AI potrebbe aiutare dove conta: scenari, stress test, selezione dei gestori, monitoraggio continuo. Non per sostituire il giudizio umano, ma per renderlo meno prigioniero delle abitudini.
I Nobel 2026 non sono “poco intelligenti”. Lo è, al massimo, il rendimento del loro conto.


