
Supply chain della moda, magazzini ancora poco intelligenti: l’AI resta al 18%
Secondo uno studio condotto dal Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Firenze e Hardis Supply Chain, il livello medio di maturità digitale nella filiera fashion-lusso si attesta su 45 punti su 100.
Logistica Moda, il paradosso dei magazzini “sordi”: l’AI è ferma al 18%
Un settore che corre sulle passerelle di tutto il mondo, ma che rischia di incepparsi dietro le quinte della supply chain. Secondo una recente analisi pubblicata da PMI.it, la logistica del fashion e del lusso incassa un voto impietoso sulla maturità digitale: appena 45 punti su 100.
Il paradosso è tutto nelle infrastrutture. Se da un lato il 95% delle aziende ha già connesso il magazzino al gestionale ERP (Enterprise Resource Planning) il cervello centrale dell’azienda e l’85% adotta software avanzati come WMS (Warehouse Management System) il braccio operativo del magazzino, dall’altro le informazioni raccolte rimangono inerti. Manca l’ultimo e decisivo miglio: solo il 18% delle imprese ha integrato funzionalità di intelligenza artificiale nei propri processi logistici, mentre i veri “AI leader” del comparto si riducono a un misero 3,8%.
In un mercato moderno, l’algoritmo non serve ad automatizzare alla cieca, ma a prevedere: decidere in tempo reale quale capo inviare, in quale boutique, con quale frequenza e in quale quantità. A rendere il cambio di passo indifferibile sono anche i vincoli normativi. Con l’entrata in vigore del Regolamento UE che vieta la distruzione dei capi invenduti, calcolare con precisione millimetrica la domanda non è più un’opzione, ma una necessità di sopravvivenza economica e legale.
Cosa frena la svolta? Per le realtà meno mature pesa la scarsità di dati puliti; per la fascia intermedia scarseggiano competenze e chiarezza sul ROI, mentre i big lottano con l’integrazione lungo filiere ancora troppo frammentate.
Le opportunità d’accesso, tuttavia, non mancano: dalle valutazioni di maturità digitale fino ai Voucher Doppia Transizione promossi dalle Camere di Commercio per finanziare formazione e consulenza AI nelle PMI. Per il fashion tech la diagnosi è chiara: accumulare dati non basta più, è tempo di farli “pensare”.
