Nessun malware sofisticato, nessuna porta sul retro violata: è bastato un pizzico di manipolazione psicologica per mettere in ginocchio due dei più grandi studi legali al mondo.
Baker McKenzie e Troutman Pepper Locke hanno appena notificato l’esposizione dei dati sensibili di quasi 90.000 persone, tra cui numeri di previdenza sociale e record medici. Gli attaccanti si sono insinuati nei normali workflow aziendali, spingendo i dipendenti a consegnare spontaneamente file top secret a destinatari non autorizzati.
L’episodio dimostra come il fattore umano resti la crepa più vulnerabile del perimetro aziendale. Per gli esperti la lezione è chiara: la sola formazione non basta più. Servono cifratura dinamica basata sull’identità e blocchi tecnici automatici prima che un semplice “invia” trasformi una svista in un disastro reputazionale.